L’artista di origine venezuelana Alfredo Ramirez, formatosi tra l’Italia e il Venezuela, torna a Milano con una mostra che raccoglie la sua ultima produzione, frutto di una riflessione costante e sofferta provocata da un mondo lacerato da soprusi, violenze e autoritarismi, in cui lui stesso si trova a vivere la condizione di esule.Le opere di Alfredo Ramirez sono esposte in numerosi musei e collezioni fra cui l’Orange County Museum of Art di Newport Beach, il Museum of Contemprary Art San Diego, la Peter Norton Art Collection e il Museo de Arte Contemporaneo de Caracas.

Il titolo, Virtus Dormitiva, è una citazione della commedia “Il malato immaginario” di Molière ed è l’espressione che meglio di tutte designa una patologia che affligge la società contemporanea: indifferenza verso gli eventi esterni.
Alla domanda sul perché l’oppio faccia dormire, Argante, il malato immaginario, risponde in latino maccheronico: “Quia est in eo virtus dormitiva, cuius est natura sensus assoupire”.
In altre parole, l’oppio fa dormire perché fa dormire ed il genere umano, riflette Ramirez, dorme assopito da un veleno “che fa dormire”.
Una tautologia, per esprimere l’apatia che contraddistingue un atteggiamento che ci appartiene e allo stesso tempo una chiamata all’azione.

Mostra di
Alfredo Luis Ramirez ↗︎

A cura di
Giuseppe Frangi

Inaugurazione
Giovedì 10 maggio 2018
Ore 18:30 – 21:30

Luogo
Interface HUB/ART
Via Privata Passo Pordoi 7/3 – Milano

La mostra è divisa in tre sezioni. Si apre con un’importante serie di disegni realizzati su biglietti di mezzi pubblici ATM. Biglietti che, come scrive Giuseppe Frangi in catalogo: “Sono serviti per muoversi e ora hanno esaurito la loro funzione.”.
La seconda sezione vede invece come protagonista il corpo della donna, “inciso ma slanciato verso altrove”, realizzato nel rispetto dell’armonia geometrica.
Infine, nella terza sezione, si rivela l’origine di Alfredo Ramirez, laddove supporti di grandi dimensioni si prestano ad accogliere visioni ancestrali, carichi di significati simbolici. “Sono ragni del deserto, creature infide che però si specchiano in un rigore armonico, quasi in funzione apotropaica”, scrive ancora il curatore Giuseppe Frangi. “Attraversando il tempo si sono estesi sulla modernità. Così Ramirez pone il tema dell’eterna circolarità dell’arte, che torna sempre sul punto in cui il caos si fa ordine e l’ordine si fa caos.”. La mostra è curata da Giuseppe Frangi, giornalista e presidente dell’associazione Giovanni Testori.
Per Interface HUB/ART, che inaugura la sua quinta mostra a quasi un anno dall’inaugurazione ufficiale dello spazio espositivo, è grande motivo d’orgoglio dare spazio ad un artista che nel corso della sua vita ha percorso una traiettoria multipla e feconda nell’ambito delle arti visuali e che con la sua ultima produzione si è reso responsabile di “risvegliare” la società contemporanea, utilizzando un linguaggio in costante tensione tra bellezza ed orrore.


DOVE

Interface HUB/ART
Via Privata Passo Pordoi 7/3
20139, Milano

Ottieni indicazioni
QUANDO

Inaugurazione
Giovedì 10 maggio 2018, dalle ore 18:30 alle 21:30

Apertura al pubblico
Dal 11 maggio al 15 luglio 2018
Lunedì – venerdì, 9:30 – 12:30 / 14:00 – 18:00
Sabato e domenica su appuntamento.

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