Nasce a Como il 3 gennaio 1983, dove tutt’oggi vive e lavora. Si diploma a Cantù presso l’Istituto d’Arte, dove dedica i propri studi alle più conosciute tecniche artistiche approfondendo l’uso di uno strumento nuovo: la penna biro, creata da László József Bíró nel 1938, anno che, per buona casualità, contiene le medesime cifre presenti nella sua data di nascita.

Dal 2002 sino ad oggi la sua ricerca artistica evolve di pari passo con l’abilità nell’uso della biro: tecnica dall’alto livello di difficoltà che richiede estrema precisione nel tracciare a mano libera segni e tratti, ora più intensi, ora più leggeri, sapendo domare magistralmente l’inchiostro che scivola veloce sulla carta cotone bianca, solo dopo un’attenta e studiata elaborazione dell’idea progettuale.

La biro ha il compito di tradurre graficamente, tutto ciò che poco prima non era altro che un progetto astratto, senza poter commettere il minimo errore: pena la perdita dell’opera.

Nel 2010 si reca a New York. Da qui la svolta decisiva nella sua ricerca che considera le architetture testimoni di una delle più alte forme dell’intelligenza umana.

L’artista ha ricevuto interessanti recensioni da critici d’arte, giornalisti di quotidiani e riviste specializzate.

Oggi è Testimonial dell’azienda PaperMate con la quale ha collaborato ad alcuni progetti tra i quali, nel 2013, la sua prima mostra personale: “Quando la Ragione incontra la Biro”, e nel 2015 la partecipazione ad EXPO presso il Padiglione Italia.

In Italia una sua opera si trova in esposizione permanente presso il Museo Bernasconi a Cernobbio (CO).


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