Mike Dargas ci costringe a fermarci davanti alle sue opere. E non lo fa con soggetti in pose eclatanti o con scene che sconvolgono, ma chiedendoci di mettere in questione la nostra percezione: le sue opere iperrealistiche sono così finemente realizzate da sembrare bellissime fotografie. È solo ad un attento sguardo che si realizza che i soggetti sono effettivamente dipinti con un’accuratezza disarmante.

Studia i suoi soggetti con un’intensità che rivaleggia con Caravaggio e Dalì, ogni pezzo è uno studio intimo che evoca le complessità di pensiero, emozione e sentimento. —Maddox Gallery

Mike nasce in Germania nei primi anni 80 dove sin da piccolo riproduceva i grandi classici dell’arte con gessetti colorati nel lastricato davanti alla Cattedrale di Colonia. Subito riconosciuto per il suo talento prodigioso, venne accettato in una delle scuole d’arte più prestigiose della città — unico bambino in una classe di adulti.

È il voler raccontare l’anima delle persone che spinge Mike verso l’iperrealismo: i suoi dipinti ad olio sono lo specchio dell’anima, ed i suoi soggetti sono in questo senso dei libri aperti. A rafforzare questa trasparenza comunicativa, Mike copre i suoi soggetti con veli di miele (sempre dipinto ad olio!): “Il miele è curativo e bello. […] Quando il liquido copre il modello, viene rivelata un’espressione autentica. È come se il miele rendesse umili e creasse una vulnerabilità che consente alle vere e genuine emozioni di emergere. Non c’è modo di nascondersi in questo processo e scoprire la verità è ciò per cui Mike si impegna attraverso le sue creazioni. Per andare sotto la superficie delle cose. Egli cerca di catturare quella magia e preservare la sacralità del momento. C’è molto di più in tutto ciò che esiste e ciò è particolarmente vero per la sua arte. Devi percepirlo.”


© Mike Dagras — mikedragas.net ↗︎