Ha realizzato una delle opere icona di questa estate italiana 2020, dal titolo Spazio Amato. Lui è Massimo Uberti, artista bresciano il cui principale strumento di lavoro è la luce.

Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, agli inizi degli anni Novanta partecipa alle attività dello Spazio autogestito dagli artisti di Via Lazzaro Palazzi a Milano. Ha ottenuto ampi riconoscimenti in Italia e all’estero tra cui nel 2007 il premio Piazza dei Mercanti, V edizione, per la Camera di Commercio di Milano. Nel 2008 presenta l’opera Tendente Infinito, nella mostra Dreams of the possible city, presso la Fondazione Stelline di Milano.

La luce diventa strumento irrinunciabile nelle mani dell’artista e materiale al pari degli altri in architettura. Direttamente connessa con la nostra percezione del mondo, la luce, che è sempre stata usata come commento a superfici e volumi, dall’avvento dell’illuminazione artificiale gioca un ruolo più autonomo e indipendente nei processi formali e strutturali.

Spazio Amato, la sua ultima installazione luminosa è stata inaugurata nell’ambito di Hypermaremma — manifestazione contemporanea concepita per attivare le terre della Maremma Toscana — è ora esposta e visitabile fino al 15 settembre dal tramonto fino a notte inoltrata nelle Terre di Sacra, che ospitano l’Oasi del WWF del Lago di Burano a Capalbio.


© Massimo Uberti — massimouberti.it ↗︎