Iness Rychlik è una fotografa e regista di origine polacca con un particolare interesse per il dramma storico. Nonostante la sua grave miopia, il suo percorso artistico è completamente dedicato alla narrazione visiva e inizia con una laurea con lode in cinematografia presso la Screen Academy Scotland.


 

Rychlik è riconosciuta per la sua oscura erotica femminile.

I suoi autoritratti senza volto sono simbolici, contorti e rari.

I suoi scatti sembrano provocare lo spettatore, non si rivelano mai totalmente agli occhi di chi guarda.

Compresso dai lacci dei corsetti, il corpo di ceramica di Iness ne riporta i segni sulla pelle. La traccia dell’abbigliamento attillato e fasciante invoca sentimenti e sensazioni scomode di costrizione e disagio.

Con uno stile risalente all’età vittoriana, le sue fotografie sembrano raccontare il lato oscuro delle fiabe senza lieto fine: sono racconti erotici ed enigmatici. Quello di Iness Rychlik è un racconto delicato e crudele dell’esistenza che va osservato e interpretato personalmente.

 

 

Un’ode al corpo femminile e un’invito a riflettere (proprio all’indomani della giornata mondiale contro la violenza sulle donne) e a muoversi nell’oscurità del corpo sociale e dei nostri corpi individuali, quelli che influenzano le nostre aspettative di genere e vanno poi a modellare le abitudini, le (cattive) pratiche, le istituzioni.