Il 2020 verrà per sempre ricordato come l’anno del lockdown, momento in cui il Mondo intero, salvo poche eccezioni, si è fermato e ci ha costretti a casa.

Tra hashtag di speranza e dirette Instagram, ognuno si è ritrovato a fare i conti con l’intimità delle proprie stanze e dei propri pensieri.

Un tempo sospeso, nel quale abbiamo tutti potuto sperimentare quella che gli inglesi chiamano social distance, una distanza sociale che ha portato con sé ansie, paure ma anche momenti di ispirazione e di godimento per il tempo per sé stessi finalmente ritrovato.

A questo primo momento “introspettivo” è seguita poi la fase della ripresa delle attività e del ritorno alla vita quotidiana, così come tutti la conoscevamo.

Un momento delicato e tumultuoso in cui l’umanità tutta è stata chiamata a reinventarsi e immaginare per l’avvenire un mondo più sostenibile che, tra barriere e precauzioni, non trascuri tuttavia le relazioni interpersonali (“L’uomo è un animale sociale” affermava Aristotele già 2500 anni fa).

Non possiamo trovare il sapere in noi senza fare esperienze della natura che ci circonda, degli oggetti che la compongono e soprattutto dell’altro, del nostro affine.

Hub/Art per la mostra di riapertura della propria stagione espositiva, ha immaginato quell’ammonimento (Keep your social distance!) trasformarsi in invito cortese a mantenere la giusta distanza, quella più affine al sentire di ognuno di noi.

La mostra, dal titolo “A proper distance” lavora infatti sulle distanze e sulle vicinanze, non solo come modalità di percezione dello spazio e del tempo, ma come un vero e proprio modo di vedere.

Nove artisti, chiamati ad interagire prima virtualmente e poi realmente in uno spazio comune hanno così dato vita ad un primo esperimento di “giusta distanza”.

Che cosa riesci a percepire osservando le cose che ti circondano da un punto differente?

Da lontano o magari da pochi centimetri di distanza.

A testa in giù a o magari a occhi chiusi.

La giusta distanza, quella che ognuno ritiene più adatta a sé stesso per interpretare il momento presente, la trasformazione in atto, consapevole che il ritorno alla normalità sia quanto mai necessario.


Si ringraziano gli artisti

Paolo Basso, Antonio Bernardo, Pietro Campagnoli, Giovanni Fava, Eugenio Galli, Luca Marianaccio, Noah, Valentina Porcelli, Letteria Russo

Paolo Basso, Antonio Bernardo, Pietro Campagnoli, Giovanni Fava, Eugenio Galli, Luca Marianaccio, Noah, Valentina Porcelli, Letteria Russo

Artisti


Greta Zuccali

Curatrice della mostra

sfoglia il catalogotutte le opere nello shop

Articoli correlati