Quando si parla di povertà e di esclusione sociale il rischio di cadere in stereotipi è tutt’altro che remoto. Tanto nelle definizioni quanto nelle rappresentazioni. Persone in stato d’abbandono, che chiedono l’elemosina, che non pongono alcuna cura a sé stessi e all’ambiente che li circonda. Situazioni respingenti, cupe, senza uno sguardo di speranza e futuro. È questa l’immagine di povertà per la maggior parte condivisa. Ci sono situazioni che sembrano lontane, così lontane che pensiamo non possano sfiorarci mai. Che non possano coinvolgere noi, i nostri equilibri, la nostra famiglia, i nostri figli.

Ma che cosa vuol dire oggi essere povero? Chi sono le persone che vivono in questa condizione? Forse occorre soffermarci un attimo e andare oltre le convenzioni per capire meglio questo fenomeno sempre più diffuso e che colpisce oltre cinque milioni di italiani, di cui un milione e 208 mila sono bambini o ragazzi con meno di 18 anni.

Rappresentare la povertà oggi è un compito arduo e complesso, perché se è vero che si è sempre parlato di povertà, oggi bisogna riconoscere il fatto che indossa abiti nuovi; ci troviamo di fronte a una nuova dimensione di povertà: è confermata, infatti, la crescente presenza di “nuovi poveri”. Italiani provenienti da quel ceto medio che fino a pochi anni fa non conosceva il disagio sociale.

Famiglie in cui ci si poteva permettere un divano nuovo si sono ritrovate a fare i conti con la cassa integrazione di lui o con il piccolo negozio dove lavorava lei che chiude la saracinesca. Vicende che li hanno lasciati improvvisamente a dover dire di no al figlio che chiede lo zaino nuovo o di partecipare a una gita scolastica di due giorni, perché “No, mi dispiace, non ce lo possiamo proprio permettere”.

Il quadro della povertà resta gravemente preoccupante in Italia: un bambino su otto oggi vive in questa situazione, senza avere pieno accesso alle opportunità economiche e sociali del Paese.

Restituire dignità vuole dire anche iniziare a guardare con uno sguardo nuovo questo fenomeno, con umanità proprio come hanno fatto in questo splendido lavoro per noi Valentina e Monica che sono entrate in empatia con alcune delle nostre famiglie beneficiarie.

Come fanno i nostri educatori ogni giorno.

La mostra “Poveri Noi. Un racconto dell’Italia che non si arrende” vuole essere questo, un invito a guardare con occhi nuovi e diversi un fenomeno che ci è tanto vicino quanto ancora sconosciuto: quello della povertà nascosta, che colpisce senza che ce ne rendiamo conto, anche chi davvero ci sta accanto. A Milano, quanto a Palermo, Genova, Catanzaro, Napoli e altre città d’Italia, nei centri quanto nelle periferie.

Il progetto mira a raccontare una realtà invisibile, che troppo spesso si vuole nascondere. Partendo dall’esperienza umana, dalle storie personali, dagli sguardi e dalle parole delle persone coinvolte nel progetto Varcare La Soglia de L’Albero Della Vita, Valentina e Monica hanno raccontato, attraverso gli strumenti artistici delle parole e delle foto, un’Italia che cambia e una nuova necessità di inserimento e supporto sociale, che superi la mera metodologia assistenzialistica.

Immagini rispettose che mettono al centro la persona e l’infanzia.

Ivano Abbruzzi

Presidente L’Albero Della Vita